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TUTELA ANIMALI BOLOGNA 1891

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INTERVISTA A CHICCO

 

Mi parli della Sua padrona?

“Non mi piace chiamarla “padrona” perché non appartengo a nessuno e lei è molto di più di questo. Preferisco chiamarla “Mamma” o “l’Umana”. La vedo come una micia bipede con peli e baffi in meno. È molto coccolosa e gentile, la sua unica pecca è di essere un po’ troppo lenta la mattina nel servirmi la colazione.”

Com’è stata l’adozione?

“Molto veloce. Quando ci siamo visti per la prima volta lei sapeva già che prima o poi mi avrebbe portato a casa sua. Devo dire che ero poco convinto, avevo vissuto due rinunce e temevo di essere di nuovo

abbandonato, ma non ho resistito ai suoi grattini sotto al mento. È tornata due giorni dopo con un trasportino nel quale mi sono rifiutato di entrare. Dopo un quarto d’ora e malgrado i miei sei chili, è riuscita ad intrappolarmi. Un micio si deve meritare. Per comunicare la mia totale disapprovazione ho miagolato come un folle durante tutto il tragitto tra il gattile e la casa.”

Aveva paura?

“Sì. Ma una volta arrivato dalla Mamma, mi ha aperto il trasportino e mi ha lasciato visitare da solo l’appartamento. La superficie del posto era soddisfacente e ho capito che, visto l’assenza di altri gatti, sarei stato figlio unico. Sono tornato dall’Umana e mi sono strusciato contro le sue gambe per esprimere il mio accordo con questa nuova vita. La sera stessa sono salito sul letto e l’ho impastata facendo le fusa. Festeggiavo il mio nuovo regno.”

Non era deluso di essere l’unico gatto di casa? Non temeva di mancare di compagnia?

“No. Assolutamente no. Voglio essere il re di casa ed essere l’unico ad avere le attenzioni dell’Umana (questa regola vale anche per gli esseri umani…).”

C’è una ragione per cui la Sua “Umana” ha preso un gatto adulto, invece di un gattino?

“La Mamma voleva adottare un gatto adulto perché le dispiaceva tanto l’idea che un micio finisse la sua vita in gattile e senza famiglia. I gatti adulti e soprattutto anziani sono molto meno spesso adottati purtroppo… Spesso finiscono i loro giorni in gattile... Guardando vari siti internet di gattili, è finita sulla pagina dell’associazione Tutela Animali Bologna 1891, dove era pubblicata la mia foto e la mia descrizione. Ha saputo subito che sarei stato il suo gatto.”

Secondo Lei, perché è stato scelto dalla Sua “Umana”?

“Le ricordo il primo grande amore della sua vita: un certo “Riri”. Era un gattone tigrato come me, ma grigio (io sono marrone, Mamma dice pure che ho la pancia color “cappuccino” prima di baciarmela tutta. Mi raccomando non riportare ciò che ho appena detto).


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La Mamma di Chicco con Riri



Certo… Mi può parlare della Sua vita da quando è stato adottato?

“Sì, certo. Potrei riassumerla in tre parole: coccole, cibo e sonno. Questi sono gli ingredienti della felicità.”